Mercoledì, 11 febbraio 2009 - ore 11:32

THOR smaltimento di rifuti a freddo

Da Grillipedia.

Thor (Total house waste recycling), la tecnologia ideata e sviluppata dall'Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr di Montelibretti (Roma), messa a punto con la Assing SpA di Roma, si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, che vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

Indice

Descrizione dell'impianto Thor

√ą un mulino di nuova generazione che riduce i rifiuti a dimensioni inferiori a dieci millesimi di millimetro (molto meno del diametro di un capello), in una materia omogenea e da un discreto contenuto calorifico, pari quello di un carbone di buona qualit√†.
Causa le elevatissime pressioni (8.000-15.000 atmosfere) a cui il sistema sottopone il materiale da trattare, questi viene batteriologicamente purificato, evitando il rischio di formazione di batteri ed emissioni di odori.
Thor produce "Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico", dice Paolo Plescia, ricercatore dell'Ismn-Cnr ed inventore di Thor, compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti, sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici. Il prodotto può essere usato come combustibile solido o pellettizzato oppure per ottenere bio-olio per motori diesel attraverso la pirolisi.
L'attuale impianto di test, collocato in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l'ora; è completamente meccanico, non termico, e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, basta accenderlo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti cattivi odori. L'impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell'energia che produce e il resto lo cede all'esterno. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze, in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.


Caratteristiche tecniche

Un impianto Thor di taglia medio-piccola capace di trattare 20 mila tonnellate di rifiuti l'anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale, spiega Paolo Plescia. Per un'identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro.
Un esempio concreto delle sue possibilità? Un area urbana di 50.000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi, informa il ricercatore. Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8.000 alle 15.000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, ed inoltre non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile
Un'altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l'acqua potabile, consiste nell'utilizzazione dell'energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.

Documentazione

  • Arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‚Äėindifferenziato‚Äô
    Un sistema sviluppato dal Cnr permette di recuperare e raffinare i rifiuti solidi urbani senza passare per i cassonetti differenziati. Costa un quinto della spesa per lo smaltimento di un inceneritore e restituisce materiali utili e combustibile dal potere calorico elevato.


Collegamenti esterni:

Discussione

Interventi di vari lettori sulle caratteristiche della invenzione e sulla sua effettiva possibilità di essere utilizzata in sostituzione delle attuali tecnologie.
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